Colli Assisi Spoleto – Attraverso le terre del silenzio e della meditazione

Il percorso

Non appena il cammino e la vista si allungano per qualche chilometro, subito ci si perde in una visione più unica che rara: la città di Trevi che “benedice” dall’alto il suo mare di olivi. Circa 200 mila piante allungano le nodose braccia dalla fascia collinare, letteralmente coperta di metalliche iridescenze, verso l’acropoli protettiva e materna. Non si può fare a meno, allora, di scorgere in quella sorta di cordone ombelicale mai spezzato, che unisce la città ai suoi olivi, il motivo per cui Trevi, quasi inevitabilmente, è considerata e riconosciuta come loro patria eletta. Dalla Torre di Matigge, oggi non più isolata come un tempo, si diparte uno dei suggestivi itinerari che, tra escursionismo, arte e storia, raggiunge Pigge e Bovara dove fa bella mostra di sé l’Abbazia di San Pietro, nei cui pressi si trova, tra la distesa senza fine di piantoni, il millenario olivo di S.Emiliano. Gli amanti della cultura, dell’arte, della natura, poi, hanno la possibilità di lasciare la via… del progresso, per incamminarsi sul Sentiero degli Olivi. Cinque tappe  che “vanno di castello in castello attraverso il classico paesaggio umbro, a piedi o in bicicletta alla scoperta di un itinerario francescano”: Spoleto-Poreta, Poreta-Trevi, Trevi-Abbazia di Sassovivo, Abbazia di  Sassovivo-Spello e Spello-Assisi, per complessivi  chilometri settanta. È la presa di coscienza in loco di un patrimonio di eccezionale rilevanza. A cominciare dalle città che al Sentiero sono strettamente collegate: Spoleto, dea altera, amante del potere, fiera della sua storia, città del Festival; Foligno dai cento palazzi nobiliari, patria della Quintana che rivive due volte l’anno la sua avvincente Giostra; Spello, la splendidissima Colonia  Julia, presepe vivente, raccolto di inestimabili tesori d’arte; Assisi, depositaria del dono del silenzio e della meditazione, città di San Francesco “pazzo di Dio” e meta della Marcia della pace che da Perugia si snoda colorata e accorata, per intenerire i potenti e risvegliare la coscienza di tutti gli uomini. Più a nord, invece, ecco dispiegarsi le singolarità di Gubbio dalle straordinarie geometrie architettoniche. La Gubbio degli iguvini orgogliosi, tosti e anticonformisti, e dei famosi Ceri del peso di oltre quattro quintali portati a spalla ogni anno, tra il delirio della folla, su per il monte Ingino fino alla basilica di Sant’Ubaldo.

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