I Martani. Di collina in montagna, fino al paradiso del gusto

La Valle Umbra, immersa nel cuore del “cuore verde d’Italia”, è il luogo dove l’immensa distesa degli olivi e delle viti, dal luccicante ondeggiare sulle colline, digrada dolcemente verso antichi borghi ed estese pianure, in un incantevole gioco di riflessi esistenziali ed acerbe memorie.

Perché è proprio qui, tra misteriose rispondenze e inattese conferme, che si trova il “luogo” per eccellenza dove la vita dell’uomo s’incontra con il palpito della natura, in una sorta di magico crocevia di odori, sapori e fervori. Che si tinge d’argento e di rosso, in onore dei miti olivi e delle dolci vigne, quando incontra Torgiano e l’etrusca Bettona.

Ripreso il cammino, ecco il duecentesco Castello di “Ritaldi” e, di li a poco, Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo. Luoghi d’incredibile vocazione olearia, testimoniata da antichissimi olivi  su cui spiccano i millenari esemplari di Camporeggiano, presso l’Abbazia di San Felice, che da il nome alla locale cultivar, e soprattutto l’olivo di Macciano, che mostra i maestosi ceppi dalla via che da Giano scende verso valle. A pochi chilometri appare la cittadina che porta nell’aggettivo “Martana” l’eco dell’antico nome dedicato al dio Marte. E via per la Flaminia fino alla “Mevania caliginosa” di Properzio (l’attuale Bevagna), bagnata dal tenebroso Clitunno e, tra i borghi più belli che la circondano, le peculiarità di Torre del Colle.   Non manca molto per Montefalco, il paese dalle mille definizioni, la “Ringhiera dell’Umbria” da cui si scorge un panorama unico; come unico è il Sagrantino, il grande vino rosso che qui si produce. 

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